sabato 8 marzo 2008

Lettera da Rubbia

Porca miseria, mi ha scritto Rubbia. È un premio Nobel. Mi tocca rispondergli. Chi mi aiuta? Parla di particelle, pesi atomici, relazioni elettro-deboli. Io non ci capisco niente.

4 commenti:

juhan ha detto...

prova a parlare di "massa" al posto di "peso". Anche se è troppo difficile spiegartelo, è moooolto più fine (almeno loro dicono così).

Goedel ha detto...

Se vi fosse sfuggito:
L'On. Carlucci dimostra la congettura di Goldbach!

http://alcamar.wordpress.com/2008/03/07/esclusivo-lon-carlucci-dimostra-la-congettura-di-goldbach/

Stefano ha detto...

Mi sono andato a guardare il secondo post della Carlucci (5 febbraio) che era scritto TROPPO bene per essere stato fatto da lei.

E infatti neanche una parola è farina del suo sacco. E' stato ottenuto "citando" o copiando PAROLA PER PAROLA scritti di gente che è in grado di scrivere.

Che tristezza. E poi si permette di andare a disquisire sugli "errori" e le "distrazioni" dei nobel...

Per chi si volesse leggere su internet (che nel loro contesto sono anche interessanti) i sei paragrafi del post della Carlucci, eccovi i rispettivi link:

“Vi sono due specie di dipendenze: quella dalle cose, che è della natura; quella dagli uomini, che è della società. La dipendenza dalle cose, non avendo alcuna legge morale, non nuoce affatto alla libertà, e non genera alcun vizio; la dipendenza dagli uomini, essendo disordinata, li genera tutti, ed è per essa che il padrone e lo schiavo si corrompono scambievolmente.
 Omnis determinatio est negatio .Le libere regioni della vita sono dunque quelle per cui ogni mia scelta è concepita con il preciso scopo di lasciare gli altri un po’ più liberi. Ma non del tutto liberi, perché libertà assoluta è, semplicemente, il non esistere. La vita crea legami. Ma può farlo in tanti modi. Le libere regioni della vita sono quelle i cui legami permettono agli altri di elaborare nuove regole, cioè un loro stile, uno stile che esprima il loro, non il mio, essere."
http://www.sfi.it/cf/archivio_cf/cf4/articoli/castellari_trombino.htm

"Essere dipendenti da qualcosa, da una sostanza o da un’attività, porta con sé una limitazione della propria libertà e delle capacità di scelta. Riacquistare indipendenza e autonomia necessita una consapevolezza, volontà e autostima.
"
http://www.radixsvizzeraitaliana.ch/in-dipendenze/

"la società attuale risulta insopportabile per molte persone che non sanno più come comportarsi. Spesso ci sembra di disporre di una libertà d’azione talmente limitata che rinunciamo all’idea di voler cambiare qualcosa. E’ comunque un dato di fatto che una società in cui ognuno può partecipare, riduce il pericolo delle dipendenze. Partecipare attivamente alla vita sociale è una chiave per ottenere una società con meno problemi di dipendenza e per vincere la solitudine e il senso d’impotenza. Possiamo vincerla impegnandoci in un’associazione, riorganizzando e valorizzando, per esempio, spazi pubblici (piazzette, parchi gioco) e per rendere le strade più sicure per anziani e bambini, per creare punti d’incontro per adolescenti. "
http://www.radixsvizzeraitaliana.ch/in-dipendenze/06.htm

"Le persone dipendenti hanno come l’impressione di aver incominciato a correre un bel giorno- così riporta Maria Rita Parsi nel libro “il cervello dipendente”-per fuggire, per andare lontano ma sono sempre stanchi, come dominati da un fiatone che spezza le gambe.Non si sono mossi né liberati. Il piacere della dipendenza e’ il piacere del presente.Ed ecco che giuriamo fedeltà ad un vizio per superare il vuoto.Ogni dipendenza è una tossicodipendenza a livello chimico per il nostro corpo e a livello psichico per il nostro spirito. 
Il libro poi si sofferma sull’analisi scientifica del cervello in ostaggio alle droghe, ed in particolare le designer drugs, composti creati dalla fantasia di chimici clandestini, che hanno creato appunto un design farmacologico, modificando strutture chimiche di molecole in grado di generare effetti euforizzanti già esistenti e con potenzialità d’abuso.Lo scopo di questi pazzi designers, consiste nel generare composti nuovi di facile commercio, tuttavia non presenti nelle tabelle dei composti proibiti da parte delle autorità di controllo di vari paesi.E’ sconcertante sapere che esiste addirittura il club drugs, di cui fanno parte il GHB o ecstasy liquida, la metamfetamina, il flunitrazepam ( o conosciuto come Roipnol), la ketamina e l’LSD, conosciute meglio con il nome “rape drugs”, droghe dello stupro.Ma la dipendenza negativa, definita dalla scienza addiction, non deriva solo da sostanze stupefacenti ma anche da quelle buone come il cibo, l’attività fisica, il gioco, lo shopping compulsivo. Luigi Pulvirenti, nel libro racconta come il cervello diventa dipendente, deviando in situazioni patologiche come l’anoressia .La cosa più crudele, e’ l’illusione della libertà."
http://books.google.com/books?id=9sL4GAAACAAJ&dq=“il+cervello+dipendente”&hl=it

”nessuno e’ libero se non e’ padrone di se stesso”.
http://it.wikiquote.org/wiki/Epitteto

"se vogliamo essere felici, possiamo esserlo ora poiché la chiave della felicità e’ nascosta dentro di noi"
http://citazioni.wordpress.com/2007/01/04/se-vogliamo-essere/

E se avvertissimo gli autori originali del plagio della Carlucci ?

Cabriella ha detto...

Stefano, non so. Io sono quello che sono. Se mi denunciate, mi date importanza.
Al massimo fatemi una pernacchia.